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Gli insediamenti della contea del Baranya sono rappresentati prevalentemente da paesi e villaggi. Circa il 65% della popolazione, 412.00 abitanti, si addensa in dieci cittadine (Pécs, Bóly, Komló, Mohács, Pécsvárad, Sásd, Sellye, Siklós Szentlörino, Szigetvár) mentre il 35% vive in 292 paesini che hanno per lo piů meno di 1000 abitanti. La sede amministrativa e il capoluogo della contea č Pécs, importante sede universitaria (fu qui che nel 1367 fu fondata la prima universitŕ dell'Ungheria) e centro scientifico e culturale del Paese. La rete stradale della contea lascia ancora un po' a desiderare. La contea č collegata con la strada fluviale Reno-Meno-Danubio, ma su tutto il territorio del Baranya non esistono autostrade né superstrade. Tuttavia sia nel campo dei trasporti su strada che dei trasporti aerei (aeroporto di Pécs-Pogány) si prevedono notevoli prospettive di sviluppo futuro. Le risorse naturali della regione (suolo fertile, clima favorevole, risorse minerarie: antracite, minerali uraniferi, marna, marmo) creano buoni presupposti per lo sfruttamento minerario, l'industria edile e l'agricoltura. Giŕ nell'Ottocento il Baranya aveva oltre all'industria mineraria una fiorente economia, i cui principali rami economici sono l'industria alimentare e del legno, la fabbricazione di strumenti musicali, la lavorazione del cuoio e l'industria della ceramica. La porcellana di Zsolnay č famosa in tutto il mondo. A causa della politica economica seguita nei quarant'anni dopo la Seconda guerra mondiale, l'economia della contea era dominata dall'industria mineraria, mentre il settore tradizionale dell'industria leggera era stato relegato in secondo piano. Verso la fine degli anni Ottanta e nel corso degli anni Novanta sono avvenute profonde trasformazioni strutturali. In campo economico, il settore predominante dell'industria mineraria č stato il primo ad entrare in crisi, mentre l'industria leggera ha perso i propri mercati nell'Europa orientale e di conseguenza la propria base economica, le attivitŕ economiche sia ungheresi che straniere nel campo dell'edilizia sono state penalizzate e l'agricoltura infine si č trovata a dover affrontare molti problemi. Ad avvantaggiarsi delle trasformazioni strutturali č stato soprattutto il terziario, settore che dŕ oggi lavoro a quasi la metŕ degli occupati ed č caratterizzato dal numero maggiore di nuove imprese. Sia le nuove organizzazioni fondate nel quadro della privatizzazione che le nuove imprese create con il capitale privato sono alla ricerca della possibilitŕ di fondare joint venture, tramite cui sperano di poter beneficiare, oltre che dell'apporto di capitale, di tecnologie piů all'avanguardia e di una maggiore efficienza nell'organizzazione del lavoro. Oltre alle risorse naturali giŕ menzionate, la contea ha una popolazione multietnica di buona formazione professionale, con buona conoscenza delle lingue straniere e parchi industriali ben attrezzati, e si qualifica dunque come una sede interessante di attivitŕ economiche per gli investitori stranieri. Da tempo il turismo viene considerato un settore economico di successo cui va attribuito rilievo ancora maggiore per il futuro. Alla base del turismo nel Baranya, oltre alle bellezze naturali, ci sono il clima gradevole, le sorgenti termali curative, i vini eccellenti, la varietŕ di beni culturali e le testimonianze di due millenni di creativitŕ dell'uomo. Gli scavi archeologici, i musei e i numerosi monumenti fanno di questa regione un luogo di forte interesse turistico. Nelle immediate vicinanze della basilica a quattro campanili, simbolo della cittŕ di Pécs, sono state di recente portate alla luce e restaurate cappelle mortuarie paleocristiane di epoca romana con antichi affreschi murali. Nel capoluogo della contea č stata inaugurata la prima strada-museo del Paese, che ospita anche il museo Viktor Vasarely, dedicato al padre della Op-art. La contea e i suoi centri urbani ospitano numerose manifestazioni internazionali: congressi scientifici, eventi sportivi, festival ed altre manifestazioni culturali (ad esempio il "Buscho", un'antichissima usanza popolare carnevalesca a Mohács, il festival delle bande di strumenti a fiato a Siklós, il festival dei cori di bambini a Komló, i concerti di musica da camera e il festival dei canti conviviali, il festival delle marionette a Pécs, il simposio della scultura e Villány, i festival dei vari gruppi etnici ecc.) attirano ogni anno in questa regione un folto pubblico, non solo di addetti ai lavori. Il Baranya intende promuovere la propria immagine nel mondo e potenziare la propria presenza in Europa. La contea intrattiene rapporti bilaterali con il Land federale austriaco della Stiria, con la contea inglese del Devon, con il distretto di Rems-Murr del Land federale Baden-Württemberg in Germania, con la provincia turca di Kütahya, con la regione croata di Osijek-Baranya e con il voivodato polacco di Cracovia, ed č membro di varie organizzazioni internazionali come l'Assemblea delle regioni d'Europa, la Comunitŕ di lavoro Alpe-Adria, la Comunitŕ di lavoro delle regioni danubiane e l'Assemblea delle regioni vitivinicole europee. Ad arricchire tali contatti vengono ad aggiungersi i rapporti e i gemellaggi nati con tante cittŕ e villaggi d'Europa su iniziativa stessa dei comuni o con l'appoggio della contea. |
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PECS, TRANSDANUBIO BLU Tra le popolazioni di lingua tedesca si č soliti dire: "Dem Deutschen Bécs, dem Ungarn Pécs". Tradotto: i tedeschi hanno Vienna, gli ungheresi Pécs. Il piů grande centro del Transdanubio meridionale si prepara in anticipo al 2010, quando sarŕ la Capitale Europea della Cultura. |
Se si vuole azzardare un
parallelismo, Vienna č la cittŕ a cui richiamarsi per segnalare in
due battute il livello e il prestigio turistico-culturale di questa
affascinante cittŕ ungherese. Collocata in una felice posizione tra
la dolcissima campagna transdanubiana e il boscoso massiccio di
Mecsek, Pécs vibra di una duplice anima. Da
un lato la signorilitŕ e raffinatezza di una cittŕ in vario senso
chiaramente occidentale (il confine con la Croazia č appena a 20
chilometri e l'influsso culturale attuato da Austriaci e Svevi č
notevole), dall'altro quella nostalgia romantica e quella
poliedricitŕ di forme e colori che ne lasciano trasparire sia
l'inconfondibile anima magiara, sia il respiro profondo delle
molteplici sue vicissitudini storiche, che hanno conosciuto anche
una lunga dominazione da parte dei Turchi. ![]() Proprio la storia, d'altra parte, č un codice fondamentale per decifrare Pécs, per apprezzarne la singolaritŕ del profilo e comprenderne la ricchezza del presente. Fondata 2000 anni fa dai Romani, Sopianae (questo č l'antico nome dell'epoca) fu capitale della Pannonia interna e nel IV sec. d.C. conobbe una forte diffusione del cristianesimo, tanto che le catacombe ancor oggi visitabili sono le piů importanti di tutte quelle rinvenute fuori d'Italia. La successiva dominazione turca, cui Pécs fu sottoposta per quasi 150 anni, significň per la cittŕ da un lato il decadimento di numerose strutture cristiane, dall'altro la costruzione di diversi luoghi di culto e di studio islamici. Dono di questa ricca e variegata storia č in primo luogo un'atmosfera luminosa, aperta, accogliente e amabile, coltissima (a Pécs fu eretta la prima universitŕ d'Ungheria, la quinta d'Europa), sapientemente integratrice delle diversitŕ (qui convivono popolazioni di origine ungherese, serba, sveva e croata). Affacciandosi sulla piazza centrale di Pécs, piazza Széchenyi, si riceve giŕ uno sguardo d'insieme su questa storia. A dominare la piazza č infatti il Belvarosi templom, che a metŕ del '500 era la piů importante moschea d'Ungheria, mentre dopo la liberazione dai Turchi fu trasformata in chiesa cattolica. Nella stessa piazza, poi, si affacciano sia la barocca Galleria d'arte, sia il Municipio e, simbolo importantissimo per la cittŕ, la Zsolnay-Kút, una fontana in porcellana pirogranitica all'eosina prodotta dalle prestigiose manifatture locali di porcellana Zsolnay. Da questa piazza, l'itinerario puň proseguire o con l'andatura della godibilissima passeggiata verso la Király utca, via ricca di negozi e palazzi d'epoca, tra cui il bellissimo Teatro nazionale, o alla scoperta dei mille tesori d'arte custoditi in quella che č praticamente un'intera area museale, cioč la Káptalan utca e dintorni. In questa parte della cittŕ, infatti, si trovano l'importante Museo archeologico Pannonius, il Museo dedicato alle raffinatissime ceramiche Zsolnay, il Museo d'arte figurativa magiara, il Museo Vasarely (pittore pioniere della op-art) e il Museo dedicato al grande pittore ungherese Csontváry. Tappa assolutamente d'obbligo, infine, č la grande cattedrale di San Pietro, ricostruita a metŕ Ottocento, e gli scavi catacombali dell'area e di piazza Santo Stefano, testimonianza di primo piano delle antiche radici di Pécs. |
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